domenica 17 novembre 2019
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Trapani, la Alivision ko a Milano. L'ex ad De Simone "riabilitato"
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Undici pagine, tutt’altro insignificanti, firmate dal giudice Angelo Mambriani del Tribunale di Milano (Sezione specializzata in materia di impresa), in cui sono è stato argomentato il rigetto – nel procedimento cautelare iscritto al n.R.G. 2019/41914-1 – promosso dall’Alivision Transport S.C.ARL rappresentato e difeso dall’avvocato Livio Esposizione (dello studio Tonucci, lo stesso che lo scorso giugno rappresentava il Venezia poi ripescato in serie B al posto del Palermo) contro la FM Service Srl rappresentata dall’avvocato Gerardo Perillo.
Mambriani non ha accolto le rimostranze della società riconducibile a Fabio Petroni (ex patron del Pisa, condannato per bancarotta fraudolenta e associato neanche in maniera tanto occulta alla Juve Stabia nella passata stagione in Lega Pro) e del Trapani Calcio Srl (parte attiva nel procedimento e rappresentata dagli avv.ti Palumbo, Ranucci e Mattei Decio).
Non è stato accordato in via cautelare, infatti, l’immediato sequestro conservativo ex art. 671 c.p.c. del credito vantato da FM Service S.r.l. nei confronti della Alivision Transport Scarl in virtù del contratto di cessione di quote del Trapani Calcio S.r.l. a rogito del notaio Barbara Galea del 21 giugno 2019 rep. 4094 racc. 2361, per il quale è previsto il pagamento dilazionato e rateale in n. 13 rate dell’importo di Euro 75.000 (settantacinquemila) ciascuna ed una rata finale di Euro 25.000 (venticinquemila) da versare il giorno 25 di ogni mese, fino alla misura massima di Euro 1.000.000, adottando tutti i provvedimenti ritenuti necessari ed opportuni per l’esecuzione del provvedimento stesso.
Per entrare nel merito, invece, si dovrà attendere il prossimo marzo, ma nell’ordinanza Mabriani ha concesso delle anticipazioni gustose, ritenendo ineccepibile la “comparsa di costituzione e resistenza” depositata FM Service Srl.
Nel dettaglio si evidenzia la “colpa di Alivision che aveva urgenza di addivenire alla stipula del contratto pressata dal calendario federale relativo all’iscrizione della squadra al campionato di serie B e dalla opportunità di ottenere il relativo finanziamento pari a circa 4.500.000,00”.
Inoltre, prosegue il giudice che “alla stregua delle superiori argomentazioni – considerando il sostanziale vuoto di allegazioni in ordine di svolgimento dell’attività di Due Diligence e le eccezioni svolte in proposito da FM – il diritto di Alivision all’indennizzo (oltre tremilioniseicentomilaeuro, ndr) appare non assistito, allo stato, da adeguato fumus boni iuris”.
Mambriani, che seguirà anche il dibattimento nel merito, ha riqualificato la figura di Maurizio De Simone che “ha agito nella sua qualità di amministratore e legale rappresentante di Trapani Calcio Srl e nell’esercizio dei relativi poteri”, soprattutto riguardanti i punti b), c), d), e), f), h), m), o) del dispositivo, facilmente reperibile pure da quella parte di informazione stranamente poco attenta a cosa realmente accade nel Trapani Calcio Srl.
Si è rilevato così maldestro ed inutile il tentativo di ribaltare la verità (attraverso comunicati e conferenze stampa fuorvianti) dei fatti dall’attuale proprietà del Trapani Calcio Srl e dal suo presidente “senza portafoglio” Giorgio Heller. Negli ultimi mesi gli esponenti dell’Alivision (l’ultimo rappresentante legale è Maria Stella Taverniti, anche vicepresidente del CdA, la stessa coinvolta nelle varie Ltd inglesi della famiglia Petroni e nella vergognosa gestione del Pisa) hanno accampato scuse escogitando qualsiasi strategia ai limiti della legalità per non rispettare quanto contenuto nel rogito notarile (sottoscritto lo scorso 21 giugno) già da tempo finito sotto la lente d’ingrandimento della procura sportiva ed ordinaria. Lo scontro tra le parti, comunque, è destinato a continuare, considerando che la Alivision Transport Scarl ha omesso di comunicare pubblicamente il pagamento di due rate…

(sabato 26 ottobre 2019 alle 00:57)
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