Pur lodando lo sforzo della Curva Sud e della famiglia Taccone sulla questione logo e conseguente cambio di denominazione dalla prossima stagione, il mio pensiero in questo momento – ad una manciata di minuti dal termine della conferenza stampa di presentazione ufficiale dell’accordo tra le parti per la cessione in comodato d’uso gratuito del simbolo storico dell’Us Avellino all’attuale società – è rivolto alla classe politica – da molti definita figlia dei tempi, quindi, priva dello spessore necessario per poter governare – di una città negli ultimi mesi resa invivibile pressoché impraticabile. Il quesito è semplice: cosa ne sarà del progetto stadio presentato dalla famiglia Taccone? Qualcuno dia delle risposte valide – senza appellarsi a contenziosi di banale risoluzione o puntando su un ostruzionismo inutile – ad una cittadina che ha sempre vissuto di pane e pallone, ma pure di situazioni politiche poco chiare rivolte ad arricchire gli amici degli amici a discapito della comunità. Avellino merita di più e Taccone da solo non potrà continuare in eterno a lottare contro mulini a vento o congetture di bassa lega. Sostenere idee valide è stato sempre un limite per una classe politica ostile verso gli interessi della collettività. Ad Avellino da anni si governa al contrario. La prossima missione dovrà essere necessariamente la costruzione di un nuovo impianto sportivo, riqualificando un’area poco sfruttata. Bentornato Logo! Già che ci sei portati via qual marciume che ha scaraventato Avellino in un patologico oblio. Tifosi in ascolto, vigilate e, se è il caso, protestate!
Maurizio De Simone
